| URBANISTICA E SALUTE: tutelare la salute attraverso la forma urbana di Filippo Viganò |
| URBANISTICA E SALUTE Tutelare la salute attraverso la forma urbana La forma e l’organizzazione urbana possono influenzare la salute umana e il benessere. Oggigiorno esiste una nuova definizione di salute e benessere che fa riferimento a quanto afferma Il programma “Città Sane” che nasce come attuazione del concetto di salute proposto dall’atto di costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1948) e ripreso dalla Carta di Ottawa (1986): la salute è “una condizione di completo benessere – fisico, sociale e mentale - e non solo l’assenza di malattia”, condizione a cui concorrono, insieme ai fattori genetici, anche aspetti economici, sociali e ambientali. L’ambiente, che si intende l’insieme di tutti i fattori fisici,chimici e biologici esterni all’individuo e di tutti i comportamenti correlati, influenza e determina le condizioni di benessere e salute delle persone In questo senso, dobbiamo constatare che attualmente,in Italia ed in pianura padana, viviamo in un aree densamente popolate nella quali le concentrazioni di PM 10 superano abbondantemente i valori soglia per la salute definiti dall’ O.M.S. La mappa allegata e’ molto esplicativa. ![]() La Carta di Ottawa per la promozione della salute e Health 21, Politiche per la Salute per Tutti nella Regione Europea, 21 obiettivi per il 21° secolo La Carta di Ottawa sulla promozione della salute afferma che : le risorse e le condizioni fondamentali per la salute sono pace, alloggio, istruzione, cibo, reddito, un eco-sistema stabile, risorse sostenibili, equità e giustizia sociale. Il miglioramento della salute richiede, per questi sostanziali prerequisiti, un sicuro fondamento. L’O.M.S., con la strategia “salute per tutti” Health 21, ha delineato le principali componenti di ciò che costituisce un buon governo globale dei sistemi socio-sanitari: § Cercare di ridurre gli enormi divari che persistono nelle varie parti del mondo; § Percepire la salute come un bene e una risorsa globale. § Garantire sicurezza e salute contro l’aumento della pressione economica; § Investire particolarmente a favore di popolazioni di specifico interesse (donne, anziani, emarginati, … § Lavorare in collaborazione, favorire e creare alleanze/partneariati § Favorire il diretto coinvolgimento dei cittadini nella realizzazione dei servizi Vengono ribaditi ed ulteriormente specificati i principi, i valori e le modalità, la cui applicazione consente di esplicare l'innovativo concetto di salute elaborato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, obiettivo finale dello sviluppo economico e sociale. Gli Obiettivi, pertanto, riguardano l'equità, la solidarietà e la giustizia sociale ed economica, la promozione e l'investimento in salute, la ricerca della qualità dell'assistenza, l'interdipendenza degli ambienti e dei settori della vita sociale nel determinare la salute umana. Si puntualizza inoltre come la realizzazione di questo programma strategico globale implica necessariamente lo sviluppo di una capacità di programmare politiche integrate, la ridefinizione del ruolo del finanziamento dell'assistenza sanitaria, sociale e socio-sanitaria integrata e dell'allocazione delle relative risorse, della formazione e dell'informazione e, più in generale, della funzione di governance. Questa rinnovata attenzione per la salute da parte di tutte gli Enti internazionali è dovuta anche alla continua crescita della popolazione mondiale che si sta urbanizzando (più del 50% degli abitanti del mondo vivono nelle città). l’interazione tra urbanistica e salute, è un tema finalmente riconosciuto in tutte le Agenzie che si occupano di prevenzione e tutela della salute e dai decisori politici rilevando come l’ambiente costruito sia un elemento fondamentale nel determinare le condizioni di vita dei cittadini. L’approccio urbanistico tradizionale, in molti casi, risulta essere carente verso le esigenze di qualità: dalla qualità ed alla accessibilità del verde pubblico, dalla mobilità all’organizzazione dei quartieri, dalla progettazione ed alla qualità degli edifici, dal risparmio energetico allo smaltimento dei rifiuti, la città è spesso un luogo che non presenta certo le migliori condizioni in cui vivere. Le città sono ecosistemi umani che comprendono elementi sia naturali sia sociali e perciò devono essere sostenibili sia ambientalmente sia socialmente. La salute umana e il benessere dipendono da un ecosistema stabile e dall’uso sostenibile delle risorse. Promuovere stili di vita salutari, contenere gli impatti e affrontare le ineguaglianze, è un compito importante per la pianificazione urbanistica. Numerose ricerche in campo scientifico (medico, architettonico, sociale, urbanistico) hanno rimarcato il legame che intercorre tra la città e la salute degli abitanti. Inoltre, se il consumo del territorio fosse studiato correttamente, si potrebbe avere una più adeguata distribuzione della popolazione ,spazi vivibili e servizi, edifici di buona qualità, spazi verdi, incoraggiando i contatti informali e migliorando la coesione sociale; il disegno urbano della città, così ridefinito, contribuirebbe a formare il capitale sociale della comunità e ad alleviare problemi come segregazione, isolamento e sensazione di insicurezza. Le città sarebbero più vivibili, con una rinnovata percezione e comprensione dei luoghi urbani. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è occupata di queste tematiche, negli anni recenti: in Italia sono molti ma ancora insufficienti, i Comuni che aderiscono alla rete Internazionale dell’OMS “Citta’ Sane”. Occorre raffrontarsi con le numerose ed interessanti esperienze di Enti internazionali che, soprattutto nel nord America e nel nord Europa affrontano da anni queste tematiche. Sono state proposte varie linee guida progettuali ed andrebbero studiate e riproposte in sede locale, agendo in modo integrato ed intersettoriale per produrre proposte innovative. Il Programma Città Sane O.M.S.: Realizzare una visione condivisa della città Lo sviluppo di una visione condivisa per la salute della città è relazionata sia con il processo, e quello che la città impara dal processo, sia con il prodotto che si intende ottenere da tale processo: un piano cittadino per la salute che indirizza l’azione dei diversi settori e attori che, nell’ambito cittadino ,operano per migliorare la salute e la qualità della vita dei suoi abitanti. Sebbene ciascuna città sia libera di darsi la struttura organizzativa che vuole per progettare il piano, è necessario che le seguenti categorie di soggetti vengano sempre inclusi: - politici e pianificatori ai maggiori livelli gerarchici, per garantire l’adesione politica e l’implementazione del piano; - rappresentanti dei diversi settori pubblici che hanno ripercussioni sullo stato di salute, in particolare ambiente, educazione, pianificazione urbanistica ed edilizia, trasporti, occupazione, servizi sociali e sanitari; - organizzazioni del volontariato e particolari gruppi di interesse; - categorie professionali del sistema sanitario (professionisti generali e ospedalieri); - altri gruppi o specialisti che possono contribuire allo sviluppo delle strategie e politiche per l’implementazione delle proposte del piano; - la comunità, da coinvolgere con adeguati meccanismi in tutte le fasi della predisposizione. Tre strumenti operativi vengono usualmente impiegati in questo processo. Il Sistema informativo sulla salute Nell’ottica di identificare le azioni iniziali del processo e, successivamente, misurare i progressi attraverso un costante monitoraggio e aggiornamento, il progetto Città Sane si è dotato di un sistema di indicatori finalizzato a valutare la “qualità della vita” degli abitanti di una città . Molti di questi sono relazionati con la pianificazione urbanistica, e molti possono essere utilizzati per costruire una base informativa sull’ambiente e la sostenibilità di un contesto urbano. Ogni città è evidentemente libera di integrare questo sistema di indicatori adeguando alle esigenze e caratteristiche locali. Il sistema informativo di base sulla salute che ne deriva, che deve essere costantemente aggiornato, deve essere usato per delineare un “profilo della salute della città”. Il Profilo della salute Il “profilo” della salute di una città è una valutazione quali-quantitativa della salute dei suoi cittadini e dei fattori che la influenzano. Il profilo analizza gli indicatori e altre misure relazionate con la salute, e identifica i problemi di salute e le soluzioni messe in essere. Il profilo serve anche per identificare le aree prioritarie e secondarie di azione e costituisce il sistema informativo di base per la preparazione del “piano cittadino per la salute”. L’importante è che questo strumento non venga visto come una finalità, ma come un prodotto da elaborare regolarmente, per consentire di definire nuovi target del processo, il monitoraggio dell’implementazione delle decisioni, la misurazione e registrazione dei risultati conseguiti. Il Piano di sviluppo della salute della città Sulla base degli indicatori e del profilo della salute della città, ciascuna realtà locale dovrebbe sviluppare un programma di azione denominato “Piano di sviluppo della salute della città ”, che delinei le aree di intervento e scelga le priorità dell’azione comune a cui devono essere chiamati sia l’Amministrazione, sia tutti gli interlocutori/attori significativi della città. Il Piano cittadino per la salute non è un piano sanitario, ma parte di un processo di sviluppo di una visione condivisa in merito a un concetto di comunità sostenibile e “in salute”, e allo stesso tempo uno strumento concreto per la sua implementazione. Quindi deve essere identificato anche il rapporto fra questo piano e gli altri piani cittadini. Con un’ampia intesa tra i settori comunali, tra il governo locale e le altre istituzioni, tra il potere pubblico e i privati possono così essere definite strategie e programmi di intervento per migliorare la salute nella città, definendo target e tempi per la realizzazione delle azioni proposte e identificando le modalità di monitoraggio. La necessità di realizzare un ambiente fisico e sociale sostenibile va considerato come un principio chiave della pianificazione per una città sana. Ciò implica la considerazione di temi quali l’ecologia e la sostenibilità, ma anche le reti sociali, i trasporti, la residenza e altri concetti ambientali. Il Piano per la salute della città può fornire ai decisori una fonte di informazione supplementare sulla città e specificamente sui temi inerenti la salute. In particolare, esso deve comprendere l’indicazione delle parti della città nei quali si concentrano i problemi di salute e che devono essere prioritariamente oggetto di ulteriori approfondimenti al fine di identificare tutte le opportunità dove le iniziative di pianificazione urbana possono migliorare la situazione. I DETERMINANTI DELLA SALUTE Contrariamente a quanto comunemente si crede l’efficienza dei servizi sanitari di un Paese non condiziona in modo determinante la sopravvivenza delle persone, anche se i costi per un sua corretta gestione assorbono ben il 90% delle risorse (vedi tabella) ![]() CONCENTRAZIONI PM in Europa (E.E.A. 2007) Nel rapporto “Prevenire le malattie attraverso un ambiente più salubre”, O.M.S, 2006, si stima che nel mondo il 23% di tutte le morti possono essere attribuibili a fattori ambientali I determinanti della salute sono i fattori la cui presenza modifica in senso positivo o negativo lo stato di salute di una popolazione. Accreditati studi internazionali hanno effettuato una stima quantitativa dell’impatto di alcuni fattori sulla longevità delle comunità, utilizzata come indicatore indiretto dello stato di salute: i fattori socio-economici e gli stili di vita, contribuiscono per il 40-50%, lo stato e le condizioni dell’ambiente per il 20-30%, l’eredità genetica per un altro 20-30% e i servizi sanitari per il 10-15% L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto anche un elenco di prerequisiti della salute, ossia di situazioni che devono essere presenti nelle comunità che acquisiscono la consapevolezza e la decisione di perseguire la salute dei suoi componenti. Il fatto che la salute dipenda da molteplici fattori esterni ha portato a studiare e ad approfondire le conoscenze scientifiche sui determinanti della salute. È comunque generalmente condiviso il fatto che per poter agire sui fattori che determinano la salute è di fondamentale importanza che esistano delle condizioni e delle risorse iniziali che possono essere definite prerequisiti. Essi sono: • la casa - esiste una chiara evidenza che mostra un’associazione fra l’abitazione e la salute. Una buona qualità dell’abitazione porta al miglioramento delle condizioni fisiche e mentali. Un’abitazione scadente, soprattutto se caratterizzata da freddo e umidità, porta a problemi respiratori e a patologie di vario genere, mentre l’eccessivo affollamento dell’abitazione genera problemi di ansia e depressione • la pace - la presenza di una situazione di conflitto armato ha delle pesanti conseguenze nei confronti della salute in termini di aumento della mortalità, di lesioni che portano a disabilità croniche, di problemi mentali, di malattie sessuali, di malattie trasmissibili, di crimini e violenze sessuali. La guerra incide in modo sostanziale sulla salute anche attraverso lo sfollamento della popolazione che disgrega le reti sociali nonché attraverso la distruzione dei servizi sociali e sanitari • l’istruzione - i livelli di istruzione producono significativi gradienti di rischio per la salute. I livelli di istruzione sono strettamente correlati a livelli di deprivazione causati dalle barriere economiche, culturali e sociali che impediscono un accesso equo all'istruzione. Ciò è più evidente, in particolare, per le donne e per altri gruppi che si trovano in posizioni di svantaggio • il cibo - la disponibilità di adeguate quantità di cibo di buona qualità costituisce un elemento centrale per promuovere la salute e il benessere. La scarsità di cibo e la mancanza di varietà causa la malnutrizione e malattie da deficienza, mentre l’eccesso di cibo contribuisce allo sviluppo di malattie cardiovascolari e metaboliche, di tumori, di obesità e di carie dentale • il reddito e la continuità delle risorse - la disoccupazione pone dei rischi significativi alla salute; è dimostrato che le persone disoccupate e le loro famiglie hanno maggiori probabilità di morte prematura. L’insicurezza del lavoro provoca un aumento dell’ansia e della depressione e di problemi cardiovascolari • la stabilità dell’ecosistema - un ecosistema è una unità ecologica fondamentale formata da una comunità di organismi viventi in una determinata area e dal suo specifico ambiente fisico, con il quale gli organismi sono legati da complesse interazioni e scambi di energia e di materia. È fondamentale che gli ecosistemi tendano alla stabilità cioè alla condizione in cui l’ecosistema è in grado di assorbire nel tempo le perturbazioni esterne (naturali o indotte dall'uomo) mantenendo integra la propria struttura. Un ecosistema alterato può ritornare alle condizioni precedenti con molta lentezza e in modo graduale • la giustizia e l’equità sociale - equità vuol dire giustizia. Equità nella salute significa che i bisogni della gente devono guidare la distribuzione delle opportunità per conseguire il benessere; ciò implica che ciascuno dovrebbe avere le stesse opportunità di raggiungere il medesimo potenziale di salute. Significa anche poter aver accesso a servizi sanitari di qualità in termini di uguale accesso ed utilizzo di essi a fronte di bisogni uguali Con la pianificazione urbana le Amministrazioni Comunali, promuovendo una effettiva e fattiva partecipazione dei cittadini, possono e devono migliorare la qualità e le prestazioni ambientali del territorio rafforzando il contributo ambientale allo sviluppo urbano sostenibile, possono migliorare la prosperità economica e l’occupazione nelle proprie comunità. possono inoltre promuovere la parità, l’integrazione sociale e il rinnovamento e assicurare agli abitanti un ambiente di vita sano, tenendo conto nel contempo dei connessi aspetti economici e sociali. Per raggiungere questi obiettivi occorre tutelare e migliorare l’ambiente modificato dall’uomo e il patrimonio culturale; moltiplicare gli spazi verdi nelle zone urbane; diffondere modelli di insediamento compatibili con un’efficace utilizzazione delle risorse, capaci di ridurre al minimo lo spazio occupato e lo sviluppo urbanistico incontrollato; limitare il più possibile gli effetti negativi dei trasporti sull’ambiente, in particolare adottando politiche di sviluppo economico basate su un uso meno intensivo dei trasporti e incentivando l’uso di mezzi di trasporto più efficaci per quanto riguarda gli effetti a lungo termine; ridurre in modo significativo e quantificabile le emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra nelle zone urbane, soprattutto utilizzando razionalmente l’energia, ricorrendo maggiormente alle fonti di energia rinnovabile e riducendo la quantità di rifiuti; ridurre al minimo e gestire i rischi ambientali nelle aree urbane; nell’ambito delle zone urbane funzionali, promuovere strategie di sviluppo compatibili con gli ecosistemi, che tengano conto dell’interdipendenza tra il paese e la campagna, migliorando in tal modo i legami esistenti tra il centro urbano e le rispettive periferie alle quali garantire la fruibilità di servizi e attività commerciali essenziali; ridurre l’inquinamento acustico. GLI INDICATORI DI SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E DI QUALITA’ DELLA VITA Gli indicatori “di contesto” Per raggiungere questi obiettivi occorre affrontare il tema dell’urbanistica in modo globale e scientifico raccogliendo dati ed informazioni, misurare i fenomeni e promuovere il cambiamento. La necessità di maggiore disponibilità di informazioni su uno spettro ampio di fenomeni economici, sociali e di azione pubblica è da ricollegare da un lato all’evoluzione dei contenuti degli interventi per lo sviluppo (e alla politica economica in generale) che ha visto negli anni un sostanziale ampliamento degli obiettivi di riferimento ,dall’altro alle esigenze di meglio apprezzare gli esiti degli interventi stessi. All’amministratore pubblico sempre più si richiede di garantire il raggiungimento di una molteplicità di obiettivi , pertanto i governanti, per convinzione o per pressione dell’opinione pubblica o dei mercati, promettono ai governati di migliorare le loro condizioni riguardo a molti aspetti della vita economica e sociale. Nel dibattito corrente all’idea di sviluppo non è più associato solo un concetto piuttosto generico quale quello di essere in media più ricchi, ma anche quello di vivere in un ambiente migliore, meno inquinato, con meno discriminazioni, con più sicurezza, con più opportunità. Ne consegue che si richiede sempre di più all’operatore pubblico di esprimersi non solo sugli obiettivi generali, ma anche su obiettivi più concreti e sulle modalità operative (strumenti) che si intendono percorrere per il loro raggiungimento. Gli indicatori di sostenibilità e il loro ruolo nei processi di Agenda 21 locale L’identificazione e l’utilizzo degli indicatori di sostenibilità come strumento a supporto delle politiche di sviluppo sostenibile è ormai ampiamente riconosciuta dai principali organismi internazionali ed europei che si occupano di ambiente e sostenibilità; alla Conferenza di Rio si è affermato che: “Indicatori di sviluppo sostenibile devono essere sviluppati al fine di fornire una solida base ai processi decisionali a tutti i livelli e per innescare un meccanismo di autoregolazione dei sistemi integrati di ambiente e sviluppo”. Anche le amministrazioni locali aderenti alla Campagna Europea delle Città Sostenibili, hanno riconosciuto l’utilità di questi strumenti ed hanno esplicitamente sottolineato la necessità di individuare un insieme comune di indicatori che possano essere implementati e sperimentati: “... le città sono coscienti di dover basare le proprie attività decisionali e di controllo, in particolare per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio ambientale, di valutazione degli impatti, nonché quelli relativi alla contabilità, al bilancio, alla revisione e alla informazione, su diversi tipi di indicatori, compresi quelli relativi alla qualità dell’ambiente urbano, ai flussi urbani, ai modelli urbani e, ancor più importante, su indicatori di sostenibilità urbani . Gli indicatori di sostenibilità rappresentano quindi un autonomo strumento di reporting ma si rivelano utili strumenti anche all’interno dei processi di Agenda 21 Locale, in cui consentono non solo di redigere un “quadro diagnostico”, ma anche di monitorare e verificare l’eventuale raggiungimento degli obiettivi che l’Agenda 21 dichiara esplicitamente di voler perseguire nel Piano d’Azione. LE LINEE GUIDA E GLI INDICATORI DELLA SALUTE IN AMBIENTE URBANIZZATO ESPRESSI DALLA RETE “CITTA SANE” DELL’O.M.S. LINEE D’AZIONE PRIORITARIE : INCORAGGIARE E PROMUOVERE UNO STILE DI VITA SALUBRE INCORAGGIARE E PROMUOVERE LA COESIONE SOCIALE INCORAGGIARE E PROMUOVERE L’ACCESSO ALLE OPPORTUNITÀ DI LAVORO INCORAGGIARE E PROMUOVERE L’ACCESSIBILITÀ INCORAGGIARE E PROMUOVERE LA PRODUZIONE E LA DISTRIBUZIONE LOCALE DI PRODOTTI GENUINI INCORAGGIARE E PROMUOVERE LA PERCEZIONE E IL LIVELLO DI SICUREZZA NELLA COMUNITÀ INCORAGGIARE E PROMUOVERE L’EQUITÀ SUL PIANO SOCIALE MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ARIA PROMUOVERE LA RIDUZIONE DEL CONSUMO E LA QUALITÀ DELLE RISORSE TERRITORIALI PROMUOVERE LA STABILITÀ DEL CLIMA ALCUNI ESEMPI DI INDICATORI APPLICABILI LOCALMENTE: Analisi della popolazione: popolazione complessiva,tasso di mortalità,tasso di natalità,saldo generale,tasso migratorio,indice di vecchiaia,indice di dipendenza,indice di struttura della popolazione attiva,numero e composizioni delle famiglie,popolazione straniera,popolazione straniera per provenienza,alunni frequentanti le scuole,migrazione scolastica. Cause di morte Tasso di mortalità annuo per le cause di morte studiate, in riferimento alla classificazione internazionale delle malattie (ICD) Mortalità evitabile Insieme di cause di morte eterogenee ma accomunate dal fatto che il numero di decessi può essere ridotto tramite interventi di prevenzione primaria (campagne di educazione alla salute nei confronti di certe abitudini o stili di vita), diagnosi precoce e interventi di terapia. Superficie relativa di spazi verdi nel paese Indicazioni sulla vegetazione presente nel paese: si basa sulla superficie destinata a spazi verdi rispetto alla superficie totale del paese (classificazione secondo le seguenti categorie: 1. parco pubblico; 2. giardini domestici privati; 3. aree incolte con possibile flora e fauna selvaggia) Accesso pubblico agli spazi verdi Superfici di spazio di verde pubblico accessibile per abitante Sport e tempo libero impianti sportivi ,pubblici e privati. Spazio abitabile Superficie abitabile media per abitante,numero abitanti per unità abitativa Disagio abitativo Disagio per inadeguatezza/inidoneità della sistemazione secondo i dati del censimento (abitazioni senza gabinetto e con gabinetto esterno, alloggi impropri, “altri tipi di alloggio”) Degrado edilizio Non vi sono dati diretti su questo tipo di disagio. Un’indicazione viene dai dati sul patrimonio vecchio non ristrutturato (patrimonio con più di 35 anni non sottoposto a ristrutturazione negli ultimi 10 anni) Rapporto fra sviluppo di aree residenziali e di aree verdi rispetto al recupero di aree dismesse Tasso di disoccupazione Percentuale della forza lavorativa senza occupazione. Per disoccupato si intendono le persone (età 15-64 anni) che nel periodo considerato sono: “senza lavoro” o “in cerca di lavoro” Reinserimento lavorativo Percentuale di dipendenti assunti stabilmente precedentemente disoccupati di lungo periodo In cerca di prima occupazione Disabili occupati Disabili in età lavorativa occupati in forme di attività regolare Interruzione degli studi alle scuole medie Strade pedonali Le strade pedonali sono quelle destinate esclusivamente ai pedoni nelle quali è vietato il traffico a qualsiasi veicolo a motore. Piste ciclabili Sono definite piste ciclabili percorsi delimitati sulle strade per essere utilizzate esclusivamente dalle biciclette Copertura della rete di trasporto pubblico Include informazioni sulla percentuale di cittadini che usano il mezzo pubblico e quelli che usano il mezzo privato Accesso ai servizi e alle aree verdi Percentuale di popolazione avente accesso agli spazi verdi e ai servizi (inclusi trasporti pubblici frequenti, negozi alimentari, servizi sanitari, aree di raccolta differenziata dei rifiuti) in un raggio di distanza massima ricopribile con 15 minuti a piedi: dato complessivo e suddivisione per tipo di servizio Strutture pubbliche accessibili anche ai disabili. Numero di barriere architettoniche sul territorio urbanizzato Incidenti stradali Eventi criminali a) contro il patrimonio b) contro la persona Percezione di sicurezza a) percentuale di bambini di età inferiore ai 12 anni che usano la bicicletta o i mezzi pubblici collettivi per andare a scuola, o vanno a scuola a piedi; b) percentuale di persone anziane che ritira la pensione o vanno in banca da sole; c) percentuale di incidenti sul posto di lavoro Inquinamento atmosferico nella zona omogenea. Ogni inquinante deve essere valutato singolarmente: CO NO2 O3 SO2 PM10 Risparmio energetico pubblico e privato,calcolo diminuzione di produzione di co2 Inquinamento acustico Inquinamento elettromagnetico ,Monitoraggio Qualità della fornitura idrica. Rilevazioni eccedenti i limiti raccomandati dalle linee guida OMS Consumi idrici Depurazione urbana Recupero acque piovane CONCLUSIONI La forma della città, intesa come l’insieme di fattori determinanti la qualità della vita dei cittadini e che ne promuovano il benessere appare determinante oggi più che mai in considerazione che oltre la metà degli uomini vivono in un contesto urbano. Per poter progettare nuovi spazi e nuove tipologie di città attente alla promozione ed alla tutela della salute dei cittadini occorre ricercare linee guida e buone pratiche tra le varie esperienze innovative nel mondo. Per poter misurare gli effetti sulla salute umana di nuove forme di urbanistica occorre poter misurare scientificamente vari parametri attraverso degli indicatori verificabili nel tempo. Un buon sistema di indicatori di sostenibilità deve essere multidimensionale e quindi in grado di rappresentare le quattro dimensioni della sostenibilità (ambientale, sociale, economica, istituzionale); il sistema deve inoltre essere “integrato”, cioè saper enfatizzare “l’armonia” tra queste 4 dimensioni, coglierne i collegamenti, e non solo affiancare indicatori di tipo diverso. In questo senso va compiuto anche uno sforzo di sintesi, evitando la produzione di liste con un numero eccessivo di indicatori, ma cercando di costruire indicatori “aggregati” in grado di “catturare” il maggior numero di temi e dimensioni. Gli indicatori di sostenibilità e di qualità della vita, costituiscono, oltre ad un autonomo strumento di reporting, anche una delle componenti fondanti il percorso di costruzione dei processi di Agenda 21 Locale devono essere adottati in modo condiviso dai partecipanti ai processi di pianificazione strategica. La selezione e validazione degli indicatori deve inoltre rispettare i tre grandi requisiti stabiliti dall’OCSE: rilevanza, consistenza analitica e misurabilità. I principali terreni su cui sviluppare la maggiore integrazione possibile tra diverse dimensioni possono essere schematizzati come segue: 1) l'efficienza della produzione e del consumo, intesa come buona gestione delle risorse ambientali ,riduzione dei costi ambientali e come valorizzazione nel medio termine di opportunità e vantaggi economici correlati (integrazione delle dimensioni economica e ambientale), possibilità di accesso per tutti alle risorse e alla qualità ambientale, anche in riferimento ai paesi del terzo mondo e alle generazioni future (integrazione delle dimensioni sociale e ambientale); 2) la qualità della vita degli individui e delle comunità, intesa come intreccio tra qualità ambientale e qualità degli spazi costruiti, condizioni economiche, di benessere e di coesione sociale (integrazione delle dimensioni sociale, economica e ambientale); 3) la competitività locale, intesa come capacità innovativa che investe nel capitale naturale e sociale e valorizza e potenzia le risorse locali (integrazione delle dimensioni istituzionale, economica e ambientale); 4) "governance e empowerment" locali, ovvero consapevolezza sui temi della sostenibilità da parte di governi e comunità locali, capacità di dialogo, di assunzione di responsabilità, di gestione, di investimento e valorizzazione di risorse pubbliche e private, e del suo consolidamento nel tempo (integrazione delle dimensioni istituzionale, sociale e ambientale) Occorre quindi che tutti i cittadini e soprattutto i decisori politici affrontino questi temi con competenza , integrando vari settori attraverso gli strumenti della partecipazione. L’informazione dei cittadini sui rischi per la salute derivati da un ambiente malsano e’ prioritaria e potrà essere strumento per una diversa condivisione progettuale per nuove forme di città. SITOGRAFIA http://ec.europa.eu/regional_policy/ http://www.globalreporting.org http://europa.eu.int/comm/regional_policy/urban2/urban/audit/src/intro.html http://www.sustainable-cities.org/indicators/ www.sustainable-cities.org/sub12a.html www.sustainable-development.gov.uk/indicators/index.htm http://www.ambienteitalia.it/ecosistema/ecosistema.htm www.eea.europa.eu/it www.meglio.milano.it www.urbanaudit.org www.euro.who.int Dott.Filippo Vigano’ gia’ Sindaco di Albiate (MB), membro della Commissione Salute ed Ambiente dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Monza e Brianza. |

